
Blue Monday
Blue Monday: il peso invisibile, il cibo e la gentilezza che serve
C’è un giorno dell’anno che viene chiamato Blue Monday, “il giorno più triste dell’anno”.
Prepara 5 pranzi schiscetta in un’ora con il meal prep e i surgelati: meno sprechi, più equilibrio e zero improvvisazioni. Scopri come fare.
Che sia davvero il più triste o solo un simbolo poco importa: quello che rappresenta è reale. È quel momento in cui la stanchezza si fa sentire tutta insieme, le energie sono basse, le aspettative alte e il carico mentale sembra più pesante del solito.
Il Blue Monday non è solo una data sul calendario. È uno stato emotivo che molte persone conoscono bene.
Il cibo come campo di battaglia emotivo

Quando siamo stanchi, sotto pressione o tristi, il rapporto con il cibo spesso diventa complicato.
Mangiamo per consolarci, oppure smettiamo di mangiare per punirci. Ci sentiamo in colpa se cerchiamo conforto in un piatto caldo, ma allo stesso tempo pretendiamo da noi stessi controllo, disciplina, performance.
Viviamo in una società della performance, dove anche mangiare “bene” diventa un obiettivo da raggiungere, una prova da superare, qualcosa in cui fallire.
E quando falliamo, perché siamo umani, il giudizio arriva subito. Prima dall’esterno, poi dall’interno.
Ambizioni, aspettative e stanchezza cronica

Ci viene chiesto di essere:
- produttivi
- presenti
- in forma
- organizzati
- sempre all’altezza
Tutto, contemporaneamente.
Il risultato? Una fatica emotiva costante, che non sempre si vede ma che si sente eccome.
E spesso il cibo diventa uno dei pochi spazi dove questa fatica emerge: nel controllo, nell’eccesso, nella rinuncia.
Il peso mentale
quello che non si vede sulla bilancia

C’è un peso di cui si parla poco: il peso mentale.
È il peso di chi:
- gestisce una famiglia
- lavora fuori casa e dentro casa
- organizza, ricorda, pianifica, tiene insieme tutto
- fa un lavoro che non finisce mai, 24 ore su 24, spesso senza riconoscimento
Molto spesso questo peso ricade sulle donne: madri, compagne, figlie, caregiver, lavoratrici, casalinghe.
Un lavoro enorme, indispensabile, ma invisibile.
Quando sei stanca mentalmente, anche decidere cosa cucinare può diventare un carico in più. Non è pigrizia. È esaurimento emotivo.
Non è debolezza, è umanità

Nei momenti difficili non serve essere più forti.
Serve essere più gentili.
Gentili con se stessi, con i propri limiti, con il proprio bisogno di semplicità.
Mangiare qualcosa di buono, caldo, pronto, non è un fallimento. Può essere un atto di cura.
Noi non possiamo fare niente per te, ma forse un pasto già pronto e veloce può:
- togliere una decisione di troppo
- restituire tempo
- ridurre il carico mentale
- offrire conforto senza giudizio
E anche un aperitivo, un momento di pausa, un piccolo rituale di piacere può aiutare a respirare meglio. Non risolve tutto, ma alleggerisce.
Se oggi è il tuo Blue Monday
cosa fare (e cosa evitare)
Il Blue Monday non è una debolezza.
È un giorno in cui le energie emotive sono basse e il carico mentale si fa sentire di più. Quando succede, l’obiettivo non è “stare meglio subito”, ma non peggiorare.
Cosa fare
1. Riduci le decisioni, non le emozioni
Quando sei stanco, ogni scelta pesa di più.
Decidere cosa mangiare, cosa fare, da dove iniziare può diventare opprimente.
👉 Aiuto concreto: scegli soluzioni semplici e già pronte.
Un pasto facile, un piatto caldo, qualcosa che ti piace davvero tolgono rumore mentale, non valore.
2. Dai al corpo qualcosa di caldo e regolare
Nei giorni “blu” il corpo chiede stabilità, non estremi.
👉 Mangiare regolarmente, preferire cibi caldi e rassicuranti aiuta il sistema nervoso a sentirsi più al sicuro.
Non serve “mangiare perfetto”. Serve mangiare.
3. Concediti una pausa senza scopo
Non tutte le pause devono “servire a qualcosa”.
👉 Dieci minuti di silenzio, una tisana, una serie già vista, un momento di aperitivo leggero possono essere riparativi, non una perdita di tempo.
4. Nomina quello che senti (anche solo per te)
Dare un nome alle emozioni riduce la loro intensità.
👉 Dire (o pensare): “Oggi mi sento stanco / giù / sopraffatto” è un atto di cura, non di resa.
5. Ricorda che non sei solo
Il peso mentale che senti è condiviso da molte persone, soprattutto da chi regge lavoro, famiglia e relazioni ogni giorno.
👉 Non è un fallimento personale. È una reazione umana a richieste eccessive.
Cosa NON fare
❌ 1. Non colpevolizzarti
Frasi come:
- “Dovrei reagire”
- “C’è chi sta peggio”
- “Non ho motivo di sentirmi così”
non aiutano.
Il dolore non si misura per confronto.
❌ 2. Non usare il cibo come punizione
Saltare i pasti, “compensare”, controllarsi in modo rigido aumenta lo stress emotivo.
👉 Il cibo non deve essere un nemico nei giorni difficili. Deve essere un alleato gentile.
❌ 3. Non pretendere produttività emotiva
Non devi trasformare il Blue Monday in una lezione di vita.
Oggi va bene funzionare al minimo indispensabile.
❌ 4. Non isolarti completamente
Anche solo un messaggio, una voce amica, una presenza leggera aiutano più di quanto sembri.
👉 Non serve spiegare tutto. Basta esserci.
Un pensiero finale
Nei giorni blu non servono soluzioni straordinarie.
Servono piccoli gesti che tengono a galla.
Un pasto caldo, qualcosa di buono, meno decisioni, più gentilezza.
A volte è abbastanza per arrivare a domani. 💙
A chi è stanco, oggi.
Questo è dedicato a te.
Nel Blue Monday, e in tutti i giorni “blu” che non hanno nome, noi vogliamo dedicare un pensiero a chi:
- si sente sotto pressione
- ha un rapporto difficile con il cibo
- porta avanti la famiglia, il lavoro, la casa, spesso in silenzio
- sorride fuori, ma dentro è stanco
Speriamo che un piatto gustoso, un momento di relax, una soluzione semplice possano essere una mano tesa, non una pretesa in più
Il cibo non deve essere un nemico.
Non deve essere una prova di valore.
Non deve essere l’ennesimo terreno di giudizio.
A volte può essere solo questo: un aiuto, un conforto, una pausa.
E nei momenti difficili, anche un piccolo sorriso può fare la differenza.
Noi speriamo di poterne essere parte. 💙